Home Blogging Intervista ad Anna Pozzi, esperta copywriter e fondatrice di Copy School

Intervista ad Anna Pozzi, esperta copywriter e fondatrice di Copy School

Leggi l’intervista ad Anna Pozzi e scopri come pensa, lavora e forma i copywriter che vogliono trasformare la scrittura in una professione solida e consapevole.

Cosa trovi in questo articolo:

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Anna Pozzi è una professionista vera del copy. Di quelle che si trovano sempre meno in giro.

Copywriter, content strategist e formatrice, Anna è una esperta di scrittura abituata a curare ogni dettaglio: dal brief alla ricerca, fino alla scelta delle parole e alla struttura dei contenuti.
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La sua esperienza con startup, PMI e multinazionali si sente e si vede nella qualità del lavoro che porta avanti ogni giorno. Le invidio la tenacia con cui porta avanti Copy School, un progetto formativo diventato un punto di riferimento per chi vuole fare sul serio con la scrittura. Formazione autentica, pratica continua, feedback concreti: tutto racconta un approccio rigoroso e onesto verso chi decide di formarsi con lei.

Mi ritrovo molto nei valori che emergono dalle risposte nella sua intervista qui sotto. Rispetto per il lettore, rifiuto dei contenuti “fatti con lo stampino”, centralità della libertà e della responsabilità nelle scelte professionali.

Il resto è tutto da scoprire: un dialogo a metà tra lezione sul mestiere, riflessione sul ruolo del copy oggi e invito a guardare la scrittura online con più consapevolezza.

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Chi è Anna Pozzi e cosa fa con la scrittura

Prima domanda d’obbligo per i lettori che non ti conoscono: raccontaci chi sei, cosa fai e com’è nato il tuo amore per la scrittura?

Mi piace definirmi “una che scrive per lavoro”, ma a voler essere più formali e precisi posso dirti che oggi sono una copywriter, content strategist e formatrice. Cosa faccio? Scrivo! Per gli altri e per me, nel senso che gestisco in prima persona la mia attività di formazione scrivendo personalmente tutti i contenuti e i materiali di marketing che mi servono.

Il mio amore per la scrittura ha radici lontanissime. È nato alle scuole elementari, quando grazie ai temi ho scoperto il piacere di imbrattare pagine di inchiostro. È cresciuto riempiendo quaderni di pensieri, abbozzi di libri e sceneggiature, è esploso all’università quando ho capito che nella vita volevo fare quello: scrivere.

Piani andati storti e percorso professionale

A 18 anni avresti dovuto lavorare in un villaggio turistico, a 22 fare la ricercatrice, a 27 la giornalista. Poi le cose sono andate diversamente. Quanto hanno contato questi “piani andati storti” nel farti arrivare dove sei oggi?

Hanno contato tantissimo!

Io sono la regina dei piani andati storti, nel senso che da sempre ho bisogno di provare e sbagliare prima di capire cosa è giusto per me, cosa mi piace davvero.

Il giornalismo è stato una palestra formidabile, ho scritto tantissimo e, cosa ancora più importante, sotto la guida di persone competenti e altruiste, che mi hanno lasciato insegnamenti che mi porto dietro ancora oggi.

Ma mi ha fatto anche capire che era un modo di scrivere troppo poco “libero” per i miei gusti (almeno al livello in cui lo facevo io).

Dal giornalismo al copywriting

Hai un background da giornalista, ma a un certo punto hai scelto il copywriting. Quali differenze fondamentali hai notato tra i due mondi e cosa hai portato con te dall’esperienza giornalistica?

Come ho appena detto, “libertà” è per me la parola chiave.
Il giornalismo mi ha scaraventato a forza nel mondo del freelancing (la crisi del 2008 generò un’ondata di chiusure nell’editoria negli anni successivi), un modo di lavorare che inizialmente ho subito e sofferto.

Ma quando ho preso le misure ho capito che era il modo di lavorare ideale per me: potevo passare da un progetto all’altro con facilità, soddisfare la mia perenne voglia di immergermi in situazioni nuove, scrivere di argomenti diversi.

Già dall’inizio della mia esperienza giornalistica il mondo del web e del digital mi affascinava: avvicinarmi al copywriting e alla scrittura per il marketing è stata un’evoluzione naturale, anche dettata dal fatto che in quell’ambito si trovava lavoro con molta più facilità.

E il copywriting mi ha permesso di moltiplicare di almeno 10 volte il divertimento: lavori meno impegnativi ma comunque sfidanti, un forte focus sulla fase di studio e ricerca, la possibilità di scrivere di lampade oggi e di software di progettazione per l’edilizia domani.

La formazione giornalistica mi ha avvantaggiato in due modi: in quei primi anni ho messo “alle corde” la mia scrittura, i miei pezzi sono stati rivoltati come calzini e corretti decine di volte, ho imparato a dare il giusto peso anche a una singola virgola. Poi, sono forte nel lavoro di ricerca: so scavare a fondo, selezionare le fonti, trovare le informazioni che mi servono. Non scrivo mai nulla prima di avere la padronanza completa dell’argomento. E nel copywriting, questo, fa un’enorme differenza.

Libertà e lavoro da freelance

Hai detto che quello che ti mancava era la libertà. Cosa significa per te oggi lavorare con libertà, e come questa scelta influenza i progetti che segui?

Oggi per me significa concedermi il lusso di selezionare i progetti su cui lavoro.

Posso dire “no” a cuor leggero, quasi sempre, anche perché so che nel mondo del freelancing c’è sempre un altro lavoro che ti aspetta. Per me la libertà in ambito lavorativo è principalmente questo: non avere legami fissi con nessuno, portare avanti solo le collaborazioni che mi fanno stare bene.

Ecco, ho imparato a essere molto selettiva. Se non sto bene in un contesto, cambio aria. Quando non sento più lo stimolo e il coinvolgimento giusti, mi oriento verso qualcosa di nuovo.

Multipotenzialità e scrittura efficace

Ti definisci curiosa e con mille interessi, al punto da aver trasformato questa caratteristica in un vantaggio. In che modo la multipotenzialità ti rende una copywriter più efficace?

Forse ti basterà sapere che dopo 19 anni di lavoro… non ho ancora una nicchia. E ne sono felice!
Ho degli ambiti preferiti (la SEO, le startup, l’email marketing…) ma sono sempre aperta a nuove sfide e nuovi progetti, sia in ambito B2C sia B2B.

Ho scritto praticamente di tutto: dai libri alle ads, passando per tutto il resto. Nella mia esperienza, ciò mi permette di avere uno sguardo strategico sui progetti, caratteristica molto apprezzata dai clienti con cui collaboro.

Sanno che non mi limito al mio orticello e che con me possono confrontarsi, perché quasi sempre ne uscirà qualcosa di utile. Ma soprattutto sanno che tengo “sotto controllo” la loro comunicazione a un raggio ampio, non limitatamente ai copy che produco.

Infine, il fatto di poter sempre colmare il gap e scrivere di qualsiasi argomento mi rende l’interlocutrice ideale per quelle aziende che si occupano di prodotti/temi complessi e difficili da comunicare.

Progetti che insegnano

Hai scritto migliaia di contenuti, lavorato con startup, PMI e multinazionali. Qual è stato il progetto che ti ha insegnato di più e perché?

Sarebbe ingiusto e impossibile selezionarne solo uno.

Però mi sento di citare l’esperienza con Go Student, startup austriaca EdTech diventata poi unicorno. Ho iniziato a collaborare con il loro content team quando erano (ed eravamo) in quattro gatti, il team era interamente internazionale e c’era un’atmosfera “artigianale”, di “fatto in casa”, quasi di famiglia.

Siamo poi cresciuti tanto e velocemente e in questa crescita ho imparato tantissimo: ho potuto collaborare con professionisti stupendi che hanno condiviso tutto quello che sapevano. E io assorbivo come una spugna.

È ancora oggi uno dei progetti che mi sono più cari, anche a livello umano.

Risultati concreti nel digital marketing

Hai portato un blog a 90k visite mensili, generato 500mila euro di vendite in 2 mesi, posizionato un sito al primo posto in 3 mesi. Qual è il segreto dietro questi risultati? Strategia, costanza o qualcosa di diverso?

Strategia, costanza, intuito e intraprendenza.

Mi fido molto del mio intuito e non ho paura di fare scelte “di pancia”, quando serve. Poi di mio sono una persona molto paziente: quando so di aver gettato buone basi, lascio che l’acqua scorra…

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Contenuti banali o contenuti efficaci?

Secondo te, cosa distingue un contenuto “banale” da uno che davvero fa la differenza nel marketing di un’azienda?

La domanda da un milione di dollari…

Non so darti una risposta secca, mi spiace. Posso però dirti che i contenuti banali sono i contenuti non ragionati, non frutto di una riflessione, dietro ai quali non c’è quel lavoro di ricerca e, appunto, riflessione indispensabile per poter produrre qualcosa di buono e originale.

I contenuti “banali” sono fatti con lo stampino: purtroppo, ancora oggi molti pensano che basti ripetere/riproporre ciò che fanno gli altri con successo per ottenere lo stesso risultato.

Non è così, il mondo del content è in continua evoluzione ma l’evoluzione è possibile solo se ognuno apporta qualcosa di nuovo. È il contributo originale di ognuno di noi che fa la differenza, non gli schemi, il format o quant’altro.

Cos’è davvero il copywriting per Anna Pozzi

Molti credono che il copywriting sia solo “scrivere testi che vendono”. Tu come lo definisci e quali sono gli ingredienti irrinunciabili di una scrittura persuasiva efficace?

Non è “scrivere testi che vendono”. È scrivere testi che scardinano le difese naturali di una persona, che entrano nella sua testa e che, se è la persona giusta, alla fine la conducono a un’azione. Che può essere l’acquisto di qualcosa, certamente, ma non per forza quello.

Gli ingredienti irrinunciabili di un buon copywriting sono la chiarezza comunicativa (sì, serve saper scrivere bene e sì, anche correttamente), la presenza di un obiettivo ben definito, una dettagliata conoscenza di chi c’è dall’altra parte (chi leggerà quel pezzo?) e dei suoi problemi e l’identificazione di una o più leve efficaci da utilizzare.

Formazione e aspiranti copywriter

Oltre a scrivere, ti dedichi molto alla formazione. Qual è la lezione più importante che cerchi di trasmettere agli aspiranti copywriter che si affacciano a questo lavoro?

Che bisogna avere costanza e pazienza.

Dico sempre ai miei studenti: probabilmente le prime cose che scriverai faranno schifo. E ti faranno schifo. Ma è una buona notizia: metterai allo scoperto le tue mancanze e i tuoi punti deboli e potrai farti guidare nel superarli.

La scrittura efficace è un processo di apprendimento ed evoluzione che in realtà non finisce mai: io stessa, oggi, scrivo sicuramente meglio di un anno fa. E tra un anno quest’affermazione sarà di nuovo vera. La voglia di fare continuamente meglio, questo non deve mai mancare. Altrimenti ci “sediamo” e iniziamo a ripeterci o ripetere modelli che vediamo, finendo per produrre contenuti banali e inefficaci, come dicevamo sopra.

Stato del copywriting in Italia

Come vedi lo stato del copywriting in Italia nel 2025? È un mestiere davvero riconosciuto o ancora confuso con altre figure?

Penso che negli ultimi anni si siano fatti passi da gigante, sono assolutamente ottimista per il futuro. Scontiamo un ritardo notevole rispetto al mondo anglofono, ma il concetto di copywriting e l’idea che la comunicazione, anche in ambito marketing, vada affidata a professionisti del mestiere iniziano a mettere radici anche in Italia.

Come diventare copywriter oggi

Un giovane che oggi sogna di diventare copywriter: da dove deve partire e quali errori dovrebbe assolutamente evitare?

Da dove partire è chiaro: dalla formazione.

Il copywriting è la punta di diamante della scrittura commerciale: è l’attività più difficile, più esigente, il modo di scrivere più “tirato” che esista, bisogna mettersi in testa che tra il voler fare copywriting e il saperlo fare bene e davvero c’è di mezzo tanta pratica e tante competenze da acquisire, piccole e grandi.

L’errore da evitare, a mio parere, è altrettanto chiaro: credere che imparare il copywriting sia una pratica che si risolve in un paio di settimane o poco più grazie al corso che ci sembra più conveniente. Bisogna selezionare con molta cura le persone nelle cui mani ci affidiamo per la formazione: valutarne esperienza, competenze, onestà intellettuale e non solo…

È assolutamente possibile partire da zero e diventare copywriter, ho accompagnato decine di persone lungo questo percorso. Ma bisogna assolutamente “sapere di non sapere” e adottare da subito una mentalità di lungo periodo.

Ringraziamenti

Ringrazio Anna Pozzi per il tempo, la generosità e la cura con cui ha condiviso il suo percorso e la sua visione del copywriting. La sua prospettiva sulla scrittura – rigorosa, concreta e profondamente rispettosa delle persone – è un punto di riferimento per chiunque voglia fare questo lavoro con serietà.

Scopri di più sul lavoro e i suoi progetti:

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